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PERCHE’
UNA LEGGE REGIONALE SUL REDDITO?
…MA
QUANTI SONO QUESTI “PRECARI”?
Nella sola provincia di Milano il 65% delle nuove assunzioni viene fatto
attraverso forme di lavoro “atipico” (Osservatorio Mercato
del Lavoro Provincia di Milano).
Assommando apprendistato, formazione-lavoro, lavoro in cooperativa e tutte
le altre frammentarie forme di lavoro atipico, si arriva oggi a oltre
7 milioni di precarie e precari sul piano nazionale, di cui 1.900.000
solo in Lombardia (Sole24Ore, 2004). In altre parole, circa 3milioni di
ex-cococo, 2 milioni di part-time, 1 milione e mezzo di tempi determinati
e mezzo milione di interinali.
...QUANTO
GUADAGNANO LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI PRECARI?
L’intermittenza dell’impiego è una delle ragioni per
cui i lavoratori atipici si collocano nelle fasce più basse di
reddito (Istat 2003), insieme alle donne, ai giovani e, molto spesso,
ai lavoratori dell’arte e dello spettacolo con contratti tipicamente
“intermittenti”. Inoltre l’intermittenza dei versamenti
contributivi condanna i giovani precari di oggi a divenire “pensionati
poveri” domani.
...PERCHÉ
UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SUL REDDITO?
Quella che proponiamo è una proposta di legge regionale di iniziativa
popolare che garantisca continuità di reddito e di versamenti contributivi
ai lavoratori ed alle lavoratrici precarie, come parte della battaglia
contro la precarietà del lavoro, del reddito e della vita e nella
consapevolezza che occorre estendere sul piano nazionale questa proposta.
La
proposta di legge prevede lo stanziamento di un’erogazione monetaria
integrata da un pacchetto di servizi ai soggetti precariamente occupati
al momento della perdita del lavoro, ai disoccupati in cerca di occupazione
e agli studenti universitari che vivono fuori dal nucleo familiare. I
soggetti beneficiari devono essere residenti in Lombardia, mentre non
costituisce requisito il possesso della cittadinanza italiana. L’obbiettivo
è quello di garantire una continuità di reddito a fronte
della discontinuità occupazionale, consentendo così anche
la continuità dei versamenti contributivi ai fini previdenziali.
Nel pacchetto di servizi sono comprese, a carico anche dei comuni, agevolazioni
per i trasporti, per la fruizione di beni e servizi culturali e artistici,
per la casa, facilitazioni per l’accesso al credito.
La copertura finanziaria della legge non peserà indistintamente
sulla fiscalità generale, ma sarà a carico di quei soggetti
economici (imprese utilizzatrici, somministratrici…) che traggono
profitto dalla fornitura e dall’utilizzo di lavoro precario. In
questo senso costituirà altresì un disincentivo concreto
all’utilizzo delle tipologie contrattuali precarie, rendendole relativamente
più costose.
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