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ALLA
MAGISTRI CUMACINI COMMEMORANO LE FOIBE INSIEME AD AUSCHWITZ
Crediamo che la scelta dell'Istituto Magistri Cumacini di commemorare
nello stesso giorno Auschwitz e Foibe, sia pericoloso. Non è possibile
paragonare due tragedie storiche che hanno natura e motivazioni inaccostabili.
Questa operazione è pericolosa, perché può cadere
vittima di strumentalizzazioni politiche. Non solo, è pericolosa
perché suscettibile di revisionismo storico. I fatti storici restano
sicuramente quelli che sono, ma sono gli uomini ad interpretarli come
vogliono.
Le prime foibe nascono infatti da un odio sedimentato per oltre vent'anni
di soprusi e violenze perpetrate dal regime fascista contro le popolazioni
istriane: in questa regione multietnica il regime attua in modo violento
la politica dell'assimilazione attraverso la persecuzione con denunce,
arresti, espropriazioni, negazione dell'identità culturale, oppressione.
La risposta dell’autorità nazi-fascista alla Resistenza jugoslava
guidata da Tito è durissima: numerosi gli eccidi che colpiscono
la popolazione civile con impiccagioni, interi villaggi dati alle fiamme,
rastrellamenti, arresti di massa e uccisioni attraverso l'uso delle foibe.
Quando con l'8 Settembre 1943 tutto crolla, arriva anche il momento della
violenza spontanea e indiscriminata, delle vendette trasversali, lo scoppio
dell'odio a lungo trattenuto da parte delle popolazioni istriane contro
l'oppressore. E' la caccia contro "chiunque sia ricollegabile all'amministrazione
italiana fascista"; il clima nel quale si intrecciano "il giustizialismo
politico del movimento partigiano e la violenza della rivolta contadina
istriana", mescolati insieme a spinte nazionaliste e contenuti di
classe: ci sono arresti, processi sommari ed esecuzioni, con l’utilizzo
appunto anche delle foibe.
Nessuno giustifica le foibe, ma le forze politiche di centrodestra utilizzano
questo fatto storico in funzione del loro revisionismo storico,
distorcendo i fatti e accusando degli eventi i “comunisti di Tito”,
in quanto comunisti.
Speriamo che almeno alla Magistri Cumacini non venga fatto questo, che
la memoria dell’Olocausto -in cui furono coinvolti tutti i popoli
europei e anche quello russo-, non venga sciaguratamente usata per criminalizzare
chi invece ha combattuto per la libertà, per la democrazia e per
i diritti di tutti i popoli.
In risposta al Comunicato di Azione Giovani
La
reazione di Azione Giovani conferma quanto da noi denunciato: l’accostamento
dell’Olocausto con la questione delle Foibe è pericoloso
e cade vittima di un uso strumentale e revisionista della storia, utilizzata
solo per fini politici e per accusare, guarda caso, i comunisti di essere
cattivi, malvagi e violenti.
Noi GC di Como rispediamo al mittente le accuse che ci vengono rivolte
da Azione Giovani: non accettiamo lezioni di storia e di democrazia da
chi si identifica in valori, storia e principi fascisti, da chi persegue
politiche autoritarie, guerrafondaie, razziste, di repressione e restrizione
dei diritti di libertà.
Non giustifichiamo la vicenda delle foibe, ma condanniamo l’uso
che le destre fanno di questi fatti per criminalizzare la lotta partigiana
jugoslava -e italiana- ed in particolare i comunisti.
Il perché questa tragedia delle foibe è avvenuta è
da ricercare negli anni precedenti i fatti, e non nella natura comunista
del movimento partigiano jugoslavo che ha liberato i popoli slavi dall'oppressione
nazifascista. E qui sotto lo spieghiamo:
Un
po’ di storia per capire realmente i fatti delle Foibe
Le prime foibe (profonde cavità naturali di origine carsica) nascono
da un odio sedimentato da oltre vent'anni di soprusi e violenze perpetrate
dal regime fascista contro le popolazioni istriane.
Già l'annessione dell'Istria all'ltalia dopo la Prima Guerra Mondiale,
in forza del trattato di Versailles, avviene in un clima di ostilità
da parte dei contadini croati e sloveni, che vedono la loro economia andare
in rovina e si sentono espropriati e umiliati.
Ma il fascismo fa precipitare la situazione. In questa regione multietnica,
dove il regime assume subito i tratti spicci del fascismo di frontiera,
si attua in modo violento la politica dell'assimilazione. Una politica
che si traduce in vera e propria persecuzione, con denunce, arresti, espropriazioni,
negazione dell'identità culturale, oppressione. Il lungo odio che
cova tra la popolazione slava si coagula intorno all'equazione italiano
= fascista = padrone.
Intanto, in tutta la Jugoslavia è già divampata la lotta
partigiana che ben presto si estende all'Istria. Prendono le armi non
solo i militanti comunisti, ma anche quella parte di popolazione che il
regime ha vessato più pesantemente; attentati e azioni di sabotaggio
sono all'ordine del giorno (sono oltre 20.000 i partigiani dell'Istria
interna, tra i quali sono preminenti appunto i combattenti comunisti).
La risposta dell'autorità nazi-fascista è durissima, numerosi
gli eccidi che colpiscono la popolazione civile: impiccagioni, interi
villaggi dati alle fiamme, rastrellamenti, arresti in massa, uccisioni
attraverso l'uso delle foibe. Quando con l'8 settembre 1943, tutto crolla
, arriva anche il momento della violenza, spontanea e indiscriminata,
lo scoppio dell'odio a lungo trattenuto dalla popolazione istriana. E'
la caccia contro "chiunque sia ricollegabile all'amministrazione
italiana"; il clima nel quale si intrecciano "il giustizialismo
politico del movimento partigiano e la violenza della rivolta contadina",
mescolati insieme a spinte nazionaliste e contenuti di classe.
Ci sono arresti, processi sommari, esecuzioni. Sull'orlo del precipizio
chiamato foiba i "nemici del popolo" possono essere giustiziati
e poi lasciati cadere giù, nella "fossa del cane nero".
Di
seguito il comunicato stampa di Azione Giovani di Como
COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: RISPOSTA AL COMUNICATO DEI GIOVANI COMUNISTI
Non possiamo stare zitti davanti alle castronerie scritte nel comunicato
stampa dei Giovani Comunisti. Prima di parlare di determinati argomenti
sarebbe meglio che questi signori studiassero davvero i fatti che citano
per capire davvero cosa sono state le foibe, cosa è stata la pulizia
etnica a danni degli italiani portata avanti per anni in maniera barbara
e inumana.
Per l’ennesima volta siamo costretti ad assistere alla grave quanto
stupida e becera distinzione tra tragedie di serie A e tragedie di serie
B, morti di serie A e morti di serie B.
I comunisti parlano di manipolazione e revisionismo storico solo quando
le verità legate ai soprusi attuati dai compagni vengono alla luce
e come tali ricordati. Invitiamo i GC ad utilizzare un linguaggio ed delle
idee realmente democratiche, dal momento che quanto da loro affermato
è puro delirio e mistificazione della realtà. Non ci convince
fino in fondo il loro “nessuno giustifica le foibe”, poiché
le parole utilizzate ed i concetti espressi altro non sono che frutto
dell’odio comunista.
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