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FOIBE: GIORNATA DEL RICORDO NON CHIEDETECI DI CONDIVIDERE!
Si comprendono i " ragazzi di Salò" e si accusano i "massacri dei partigiani jugoslavi". Da destra e da "sinistra", tutti concordano per la cosiddetta "riconciliazione". Questi signori dimenticano che la riconciliazione c'è già stata: è avvenuta il 25 aprile 1945, con la sconfitta del fascismo, la cacciata dell'invasore nazista e la vittoria della lotta di liberazione nazionale. Il mito degli italiani "brava gente" è fondato sulla rimozione storica dei crimini di guerra commessi dall'esercito italiano nelle colonie e nei territori invasi e occupati della 2° guerra mondiale; la nostra storia nazionale è ricca di rimozioni e "dimenticanze" di quello che è stato fatto da altri popoli e paesi.
Dagli archivi delle Nazioni Unite emerge un dato che dovrebbe far vergognare chi ha proposto la giornata del ricordo per gli avvenimenti, sicuramente tragici e da rispettare per chi fosse perito innocente, delle foibe e dell'esodo: solo per il periodo coloniale e della 2° guerra mondiale i fascisti e l'esercito italiano hanno UCCISO oltre UN MILIONE di persone, di cui 300.000 nella sola Jugoslavia (tutto documentato dallo storico americano M. Palombo, il cui lavoro "Fascist Legacy" è stato utilizzato anche dalla TV "La 7"). Ottocento italiani furono dichiarati "criminali di guerra" dalla "Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite" e mai processati. Nei campi di concentramento italiani furono rinchiusi più di 100.000 jugoslavi (uomini, donne, bambini), e dove 11.606 vi morirono (quelli accertati). Quasi 200.000 furono i civili falciati dai plotoni di esecuzione italiani, in quanto "ribelli e banditi". Nella sola Istria furono 60.000 gli slavi che in tre anni dovettero fuggire per non essere spazzati via dalla barbaria fascista o deportati nei lager italiani.
I morti accertati nelle foibe sono stati circa 2.000. Il nostro rispetto per questa tragedia è profondo. Ma va sottolineato che i fascisti e i collaborazionisti col nazismo, in quelle zone furono alcune decine di migliaia, che compirono ogni genere di atrocità e crimini contro la popolazione civile, documentata storicamente in studi, archivi e in alcuni documentatissimi libri che sono a disposizione. Non si può mediante l'utilizzo di questo fatto revisionare storicamente e ribaltare i processi storici avvenuti e non contestualizzarli. Tutto deve partire dall'aggressione militare dell'aprile 1941, sbocco di quanto già era stato fatto in termini di snazionalizzazione, vessazione e persecuzione etnica di altri popoli, fino ad arrivare alle vere e proprie deportazioni, dalle infami e criminali politiche fasciste italiane, contro le popolazioni slave da sempre residenti nelle regioni del confine orientale, mischiate e coabitanti al di là dell'aspetto etnico; politica che teorizzava l'espansionismo e lo sciovinismo come obiettivi da conseguire. Senza dimenticare che già nel 1918 furono oltre 500.000 gli sloveni e croati "inglobati" dall'Italia di allora e sottoposti all’italianizzazione forzata.
Per noi l'unica giornata del ricordo e della riconciliazione, del riscatto e della distinzione dal fascismo, è e resta il 25 APRILE, lasciatoci in eredità da quegli italiani che con il loro sangue avevano ridato libertà e dignità all'Italia.
GIOVANI COMUNISTE/I coordinamento provinciale di Como |