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LA SCUOLA NON E' UN BENE DI CONSUMO

Tagli di risorse alla scuola pubblica, riduzione del tempo a scuola con la cancellazione del tempo prolungato e del tempo pieno. Gli edifici scolastici restano fatiscenti e senza certificazione di sicurezza in tanta parte del paese. Il costo dei libri di testo rasenta l’assurdo. Aumenta il numero degli studenti e paradossalmente diminuisce quello degli insegnanti. Oltre il danno, la beffa: il governo stanzia ben 30 milioni di euro l’anno per le scuole private, infischiandosene del chiaro divieto della Costituzione.
Una scuola che non è più un diritto della persona ma diventa un servizio a domanda individuale, che viene organizzata sul modello aziendale.  Quello che il governo persegue è l'addestramento dei più piccoli, la preparazione della futura massa di lavoratori flessibili e dunque precari, la totale subordinazione del mondo della scuola alla produzione e all'economia.

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