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CONTRO
LA PRESENZA IN PUBBLICO DI ELEMENTI E ORGANIZZAZIONI NAZIFASCISTE
Rivendichiamo il diritto a resistere
Oggi
la retorica patriottarda e ipocrita tende coscientemente a manipolare,
confondere, stravolgere un dato storico inconfutabile: la Resistenza vittoriosa
contro il nazifascismo come esperienza più importante di lotta
delle masse popolari del nostro paese. Migliaia di lavoratori, studenti,
uomini, donne e ragazzi combatterono i soprusi, la violenza e i crimini
dell’oppressore fascista e nazista. Lottarono per un mondo basato
sulla giustizia sociale, la solidarietà e la libertà.
Oggi si tenta di cancellare ogni più elementare condizione per
poter condurre una vita dignitosa, come il diritto al lavoro, ad una casa,
alla pensione, alla salute, ad un’istruzione pubblica e gratuita.
Questa
situazione rappresenta il terreno favorevole per la nascita di organizzazioni
di estrema destra e per la riabilitazione di una cultura di oppressione
e intolleranza.
In questo contesto vanno ad inserirsi i gravi episodi di presenza neofascista
che si sono verificati recentemente nelle scuole superiori comasche e,
in particolar modo, alla Magistri Cumacini, dove una lista che si è
dichiarata apertamente fascista, ha potuto partecipare alle elezioni dei
rappresentanti studenteschi. Sebbene la reazione di sdegno di gran parte
degli studenti, la lista con la croce celtica ha potuto raccogliere più
di cento preferenze.
Inoltre, la manifestazione di sabato scorso per le vie di Como è
stata l’ennesima dimostrazione di come queste forze neofasciste
abbiano guadagnato spazio e agibilità, aiutati da una indifferenza
generale delle Istituzioni che, invece di impedire il risorgere di questi
rigurgiti, si preoccupano di impedire il diritto di professare la religione
islamica a Como.
Questi
segnali sono gravi, soprattutto se vengono sottovalutati dalle forze democratiche
e antifasciste.
Grave ed insostenibile è il fatto che si concedano spazi pubblici
ad organizzazioni neofasciste, in nome di una presunta concezione democratica.
Queste organizzazioni, nei loro programmi, statuti e simboli si rifanno
esplicitamente al fascismo, violando la legge Scelba, la legge Mancino
e soprattutto la COSTITUZIONE ITALIANA che impedisce esplicitamente non
solo la ricostituzione del partito fascista, ma anche l'apologia dello
stesso e la propaganda SOTTO QUALSIASI FORMA di simboli che si richiamano
al fascismo. Chi parla in queste circostanze di democrazia lo fa strumentalmente,
o in mala fede, sapendo di utilizzare una MENZOGNA come giustificazione.
NOI
RIVENDICHIAMO IL DIRITTO DI RESISTENZA contro questi rigurgiti della storia.
Come Giovani Comuniste/i di Como, nelle prossime settimane effettueremo
una serie di volantinaggi tra gli studenti e i cittadini per controinformare
rispetto a questi pericoli che si stanno lentamente materializzando nella
nostra società.
Prima che si diffonda ulteriormente un clima di tensione, ci appelliamo
alle forze della sinistra comasca affinché facciano realmente dell’antifascismo
un terreno di lotta politica e culturale e non celebrino la Resistenza
partigiana solo con retorica e ritualità.
Coordinamento
provinciale di Como delle/dei Giovani Comuniste/i
www.giovanicomunisticomo.org
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