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COMUNICATO STAMPA

Finalmente qualcosa di parzialmente positivo la giunta provinciale di Como è riuscita a compiere. Ci riferiamo al bando provinciale per ottenere la riduzione del 30% sul costo degli abbonamenti mensili dei trasporti per gli studenti.
Tuttavia, siamo ben lontani dal garantire pienamente il “diritto allo studio”. Diritto allo studio, significa infatti assicurare a ciascuno, indipendentemente dalle proprie condizioni di reddito, di poter accedere a tutti i gradi di istruzione, dall’asilo fino all’università. Questo principio è sancito costituzionalmente, mentre invece nella realtà troviamo che le famiglie devono sostenere costi inammissibili per libri di testo, trasporti, mense e tasse d’iscrizione -soprattutto quelle universitarie-.

Regione Lombardia e governo nazionale fanno a gara a chi riesce a togliere più fondi all’istruzione pubblica per regalarli a quella privata.
L’ultima notizia è che in agosto il Ministro Moratti ha stanziato cinquanta milioni di euro per le famiglie che mandano i propri figli alle scuole paritarie.
Intanto alla scuola pubblica ci ritroviamo edifici con poche aule, in molti casi con problemi di sicurezza e in altri con strutture vecchie o fatiscenti, e con l’assessore provinciale Cinquesanti che critica i presidi delle scuole superiori comasche perché accettano troppe iscrizioni.

Gli studenti rivendicano un vero diritto allo studio!!!
Questo significa in concreto garantire un “reddito sociale studentesco” (come già esiste in molte nazioni europee) composto da: trasporti pubblici gratuiti, libri in comodato d’uso (ossia forniti gratuitamente dalla scuola a ciascuno, da restituire poi a fine anno), niente tasse scolastiche ed universitarie, mense studentesche a prezzi agevolati, finanziamenti per coprire le spese di gite d’istruzione e materiale didattico.
L’unico modo per rendere l’istruzione veramente pubblica è far sì che sia realmente gratuita.

Giovani Comuniste/i
Coordinamento provinciale di Como